La fatica di essere se stessi e le maschere che indossiamo per sopravvivere.
Winnicott pediatra e psicanalista inglese fu lo psicoterapeuta che introdusse il concetto di «falso sè» che, sebbene si formi e trovi basi solide per alimentarsi nell'infanzia, estende le sue applicazioni nell'età adulta condizionando il modo di essere e di sentirsi.
Poiché il Vero Sè non trova risposte e consolazione alle sue richieste, si crea un Falso Sè, con cui proteggere il Vero: il bambino diventa ciò che «gli altri» vogliono che sia.
Proprio come in una fiaba, però, trascorrono gli anni e il Vero Sè per sopravvivere, seppure nascosto, è costretto a indossare Maschere e a vivere nell'Ombra.
Può capitare all'ora, all'improvviso o lentamente, che ciò che facciamo, il modo in cui viviamo o stiamo con gli altri, ci appaia estraneo, inutile senza senso.
Di svegliarsi un giorno, o di comprende dopo un periodo di malessere interiore, che non siamo e non facciamo ciò che vorremmo e che avremmo voluto fare e non siamo le persone che abbiamo bisogno di essere per vivere relazioni sane e rapporti soddisfacenti.
Ma poiché il Vero Sè si è nascosto per anni ed è ancora nel suo nascondiglio, preda di timori, l'unico modo che ha per «farsi sentire» è proprio attraverso quell'insoddisfazione, tristezza, rabbia rancore che non riusciamo a spiegarci.
Che ci appare senza senso, perché abbiamo una famiglia, una casa, un lavoro eppure ci sentiamo come se non avessimo quello di cui «abbiamo bisogno veramente».
Ciò accade perchè riconoscere quell'adattamento al volere degli altri non è facile, occorre conoscersi a fondo, risalire ai periodi in cui da liberi abbiamo incominciato ad essere ingabbiati tenendo presente che, quel Vero Sè lo abbiamo messo a tacere anni fa, per difenderci, tenendolo alla larga e al sicuro, dalla manipolazione di chi avrebbe dovuto insegnarci a essere «liberi» e non lo ha fatto.
Essere autentici, liberarsi dalla Maschere, scoprire le proprie Ombre, non ha nulla a che vedere con l'essere sinceri.
Significa entrare in contatto con i nostri sentimenti, con i bisogni inappagati, con i desideri mai espressi.

Molto interessante il contributo di Winnicott che si collega al concetto di sé di Jung che lo ha derivato dalla cultura orientale
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