Sentirsi belli.
Combattiamo con il timore di non essere all'altezza
delle situazioni, come partner, come madri/padri, come figli, come professionisti.
Il primo scoglio per molti, è l'aspetto fisico, perché troppo condizionati da un mondo dove il giudizio estetico è divenuto modalità
relazionale.
Per essere «considerati» occorre essere snelli, ben
fatti, con proporzioni fisiche piacevoli, sempre curati.
Questo continuo bisogno di essere come ci si aspetta
che siamo può porre alcune persone, particolarmente sensibili all'opinione
esterna, nella situazione di continua ricerca del bello, ignorando la
differenza tra come ci si percepisce e come si è percepiti.
Durante uno studio di psicologia sociale, vennero selezionate delle ragazze e detto loro che sarebbero state truccate in modo da avere il volto deturpato da una cicatrice importante. In realtà furono solo truccate in modo classico, con fondo tinta usato nel make-up quotidiano ma, non sapendolo, vennero invitate a camminare per strada riportando le sensazioni che avvertivano incrociando altre persone. Tutte loro dissero di essersi sentite giudicate e osservate per via della cicatrice, che non avevano.
Un altro scoglio sta nel riconoscerci della qualità,
trasformarle in punti di forza e trovare persone capaci di
valorizzare ciò che siamo, invece di svilirci.
Un'autostima precaria o in crisi, ha spesso come
concausa la frequentazione di chi non ci merita o è troppo preso ad auto
incensarsi, perché incapace di accettare i propri difetti, e quindi
costantemente orientatati verso l'identificazione di quelli degli altri.
Avere fiducia in se stessi è fondamentale. Se per
sentirsi belli o adeguati, abbiamo bisogno di costanti sacrifici non stiamo
percorrendo il sentiero giusto per la meta che ci siamo prefissi.
Avere stima di sé, significa:
- stare bene con sé stessi
- evitare o cancellare i dubbi su quello che facciamo o abbiamo fatto (avrei potuto... sarebbe stato meglio... se solo...)
- non mettere in discussione le
scelte compiute (forse avrei dovuto prima sentire cosa ne pensa... chissà se
sono piaciuta... avrei potuto fare meglio...)
- sperimentare luoghi e relazioni diversi da quelli che ci fanno sentire giudicati e imperfetti
- smettere di dipendere dal giudizio di
chi non ha alcun diritto di giudicarci
- amare il nostro corpo, i nostri pensieri, i nostri
dubbi, i nostri errori, perché sono parte di noi
- non inseguire il mito della perfezione ma stare con ciò che siamo e ciò che abbiamo, cogliendo a accogliendo anche quello che ci hanno detto essere difetti insofferenza, caparbietà, egoismo...

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