La teoria del «doppio legame»
Chiede Gregory Bateson «Una certa mamma, quando il suo bambino ha mangiato gli spinaci, lo premia di solito con un gelato. Di quali ulteriori informazioni avreste bisogno per essere in grado di predire se il bambino:
a) giungerà ad amare o a odiare gli spinaci;
b) ad amare o a odiare il gelato;
c) ad amare o a odiare la mamma?»
Esiste una modalità disfunzionale di comunicazione ripetuta nel tempo tra persone affettivamente legate (genitori e figli, partner) caratterizzata da una incongruenza significativa sia a parole che con i gesti che genera confusione detta «doppio legame».
E, per l’ambiguità dei contenuti, è definito anche «messaggio schizofrenogeno» poiché rende difficile, a volte impossibile, gestire emotivamente la situazione.
Domenica ore 12. Attorno al tavolo di un
ristorante siedono un papà, una mamma e una bambina di circa 10 anni. Arriva il
cameriere e distribuisce il menù, 2 copie.
La mamma ne porge una alla figlia
dicendo: «sai leggere, scegli da sola.»
Quando il cameriere torna per prendere le ordinazioni, la ragazzina chiede lasagne. A questo punto interviene la madre dicendo le ha mangiate qualche giorno prima, e ordina, (al posto suo) un piatto di pasta al pomodoro (che nel menù è indicato come pranzo per bambini).
Quando le penne al pomodoro arrivano, lei non sembra interessata a mangiarle e allora il papà la sollecita. «Dai sei grande, non comportarti come una bambina piccola! Se non mangi la pasta non mangerai neppure il dolce!»
Buona parte della pasta resta nel piatto
ma quando il cameriere chiede se vogliono un dessert, il padre cambia idea e domanda
alla figlia cosa vuole, senza giustificare perché abbia cambiato idea.
La ragazzina chiede un budino al cioccolato. Ovviamente non è la scelta giusta.
«Prendi il cannolo alla siciliana, qui
lo fanno buonissimo, con cioccolato e ricotta.» Sentenzia la madre.
La bambina non dice nulla e arriva il
cannolo. Lo assaggia e dice facendo una smorfia: «c'è la buccia d'arancia che
non mi piace!»
Il padre risponde: «ti abbiamo lasciato prendere
il dolce anche se non hai mangiato la pasta e adesso lo mangi!»

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