Il costo dell'amore.
Possiamo amare senza smettere di amarci?
E' una domanda che mi pongo spesso quando mi relaziono con tematiche d'amore. Per alcune persone amare sottintende l'annullamento di quella quota di amore verso di sè che non dovrebbe mai essere diminuita o peggio azzerata.
Vivere una relazione consapevole e matura include aver
imparato ad amarsi, amare, essere amati.
Una considerazione che potrebbe sembrare banale ma che,
proprio per questo, merita di essere compresa ed approfondita.
Riguardo alla prima (la capacità di amare) una tappa
irrinunciabile della crescita in tal senso è quel percorso individuale che
ognuno di noi compie - o dovrebbe compiere - verso un rapporto sereno con se
stessi.
Amare significa prima di tutto amarsi, sapersi prendere cura
di sé, non cercare di essere visti solo attraverso la relazione con l'altro,
ridurre ad un livello concreto l'idealizzazione legata ad una relazione che,
dopo l'infatuazione, deve trovare e costruire basi solide sull'innamoramento.
Quali sono sostanzialmente le differenze tra queste due
definizioni?
Essere infatuati significa perdere di vista noi ed essere
concentrate solo sull'altro.
In questo modo tutto quello che pensiamo, facciamo,
proponiamo ha come scopo o obbiettivo finale, il sedurre.
E se il nostro personale concetto di seduzione comprende il
divenire l'unica fonte di relazione, divertimento, piacere per qualcun altro,
più che di infatuazione si potrebbe parlare di bisogno di esclusività e in
parte anche di dominio.
Questo sia che noi lo agiamo in forma attiva (Io ti
controllo e non voglio che tu abbia altri interessi che non sia io) o passiva
(Io mi annullo e non vedo altri che te).
Innamorarsi è tutt'altra cosa. È il passo successivo, il capitolo secondo, il centro della storia. Quando, per usare una metafora, le luci si spengono sul palcoscenico dell'infatuazione, in penombra, a volte al buio restano le due persone e inizia la parte più delicata del conoscersi.
Qui sono necessari:
- la comunicazione, quella autentica che non mostra solo la parte migliore di me, ma anche quella fragile, che vorrei non fosse mai vista
- l'accettazione, di quelle parti dell'altro che in un primo momento non avevo notato
- la correttezza
- la capacità di chiedersi: quando e quanto posso accettarle?
- l'umiltà di riconosce che non si può e non si deve cambiare l'altro per trasformarlo in quello che l'infatuazione mi ha aiutato ad immaginare di lui,
- il riconoscere che amare non significa annullare e che vivere una relazione d'amore vuol dire andare nel mondo insieme, ma anche da soli, per non precludere a nessuno di continuare a crescere nel rispetto della propria unicità ed individualità.
Perché come ci ha insegnato Erich Fromm l'amore immaturo dice: "Ti amo, perché ho bisogno di te" quello maturo invece: “Ho bisogno di te, perché ti amo."

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